OBSESSION
("Obsession" - 2025 - 109 minuti)
La cosa che più mi ha colpito in "Obsession", frutto del lavoro di regista, sceneggiatore e montatore Curry Barker, è la sua capacità di trattare molti sottotemi all'interno di un canovaccio
semplice e lineare. Il film usa l'horror e una piccola componente sovrannaturale per parlare di temi sociali attuali, e lo fa sia attraverso i dialoghi che attraverso la messa in scena (come
l'uso del formato 1:50, che rende ogni inquadratura più claustrofobica).
Bear, il protagonista, è l'emblema della generazione di oggi: una vita che sembra senza futuro, soffocante, vissuta giorno per giorno, senza una vera felicità espressa, inadeguato
nel relazionarsi all'esterno del proprio piccolo gruppo, decisamente negata per risolvere qualsiasi emergenza e incapace di affrontare qualsiasi perdita. Il film affronta tutte le derive di
ciò, dai rapporti tossici alle relazioni disfunzionali, dall'ansia alla mancata comprensione dell'altro, dalla solitudine all'egoismo (quello cattivo perché più nascosto, più personale). Tutte le
vittime si comportano da vittime ma non lo sono, lasciando quel ruolo all'unico mostro che in realtà non lo è. Barker gioca con il grottesco e con il black humor, riuscendo in un attimo a
ribaltare la scena con una pesante violenza (più psicologica che fisica) che colpisce e poi sparisce, lasciando uno strascico che invece rimane nella mente dello spettatore, come l'alone di una
macchia, che cresce fino al finale (cattivo come, e forse più, il resto del film, e per questo bellissimo).
Inde Navarrette si porta sulle spalle tutto il film; la sua interpretazione è disturbante e, in qualche modo, esaltante. Tutto verte intorno a lei e alle sue emozioni, dalle inquadrature di
sfondo all'uso delle ombre. Il suo corpo gesticola con isterismo, rendendo perfettamente la realtà celata della sua gabbia di carne. Rapisce lo spettatore ogni minuto, catturando la sua
attenzione per la sua totale imprevedibilità.
"Obsession" è poco budget (paga quindi in colonna sonora, effetti e cast secondario) e tante idee, portate con intelligenza sullo schermo. Un film che merita il successo che ha avuto.